Sulmona
Località della Valle Peligna situata tra il fiume Gizio e il torrente Vella, sullo sfondo delle cime più elevate dell’Appennino centrale (Gran Sasso, Sirente, Genzana, Maiella, Morrone). Fu cantata da Ovidio come sua città natale e l’acronimo (SMPE, sigla formata con le iniziali delle parole) di quel verso, “Sulmo mihi patria est”, è rimasto nello stemma comunale. Lo stesso poeta ha accreditato la leggenda della fondazione di Sulmona ad opera di Solimo, in fuga insieme ad Enea da Troia.
Sul primitivo centro italico, abitato dai Peligni, i Romani creano il fiorente municipio di Sulmo (I secolo a.C.), poi distrutto da Silla. Nell’Alto Medioevo Sulmona si sottrae alla sorte toccata a gran parte delle città peligne, cancellate dalle invasioni barbariche, probabilmente per le fortificazioni romane sopravvissute nei secoli. Le prime avvisaglie della rinascita sono testimoniate, alla fine dell’XI secolo, dalla ristrutturazione in forme romaniche dell’antica Cattedrale di S. Panfilo. Seguono la ripresa della produzione agricola, l’incremento demografico e lo sviluppo dei commerci. I margini cittadini si ampliano, segnati dalla trecentesca cinta muraria, e tali rimangono fino al XIX secolo. Tre catastrofici terremoti (1349, 1456, 1706) rendono tuttavia necessaria la sostituzione di molti edifici, prima medievali e poi cinquecenteschi. Solo nel primo dopoguerra con l’apertura del Ponte Capograssi sul Vella si costruiscono nuovi quartieri.
A Sulmona, soprattutto tra il XIII e il XV secolo, fiorisce l’arte orafa, mentre è tuttora in auge la tradizionale produzione dei confetti, cominciata attorno al ‘400. Tipica del luogo è la lavorazione artistica dei confetti, effettuata fin dal XV secolo presso il Monastero di S. Chiara, che vengono legati con fili di seta e usati per comporre fiori, grappoli, spighe, rosari, cestini. La domenica di Pasqua Sulmona è teatro della rappresentazione sacra della Madonna che scappa, ma altrettanto nota è la Processione di S. Domenico, accompagnata da serpi vive, che si tiene il primo giovedì di maggio a Cocullo (20 km a ovest di Sulmona).
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