PaestumSi tratta di un sito archeologico di grande importanza, perché in modo quasi miracoloso la piana che lo caratterizza ha conservato per più di duemila anni tre templi di età classica. Intorno al VII secolo a.C. un gruppo di greci, provenienti dalla città di Sibari nel golfo di Taranto, fondano lungo la riva del Sele la colonia di Poseidonia, occupando anche la zona vicina. Nel V secolo vengono invasi dalla popolazione dei Lucani e due secoli dopo si trasformano in colonia romana col nome di Paestum. Il centro si trasforma e inizia ad accogliere gli edifici tipici della vita romana, ad esempio il Foro, del quale rimangono ancora oggi alcune tracce. Verso il termine del III secolo, con l’avvento delle guerre puniche la regione e più in generale il sud d’Italia cadono in una fase di declino. La città viene infestata dalla malaria e abbandonata dalla maggior parte degli abitanti. Nel I secolo d.C. il centro recupera fervore, acquisendo una certa fama in virtù della produzione di un profumo, un estratto di rose celebrato da alcuni poeti come Virgilio. In seguito diviene sede vescovile, ma viene definitivamente abbandonata a causa della malaria che rende insalubre la zona e la popolazione si trasferisce sui monti vicini. È probabilmente grazie a tale fatto che sono giunti fino a noi i monumenti che oggi si possono ammirare, sfuggiti alle depredazioni che erano solite riciclare il marmo delle colonne per altre costruzioni. Nella pianura assolata si incontra innanzi tutto il dorico Tempio di Atena, chiamato anche Tempio di Cerere, che risale al VI secolo a.C. In epoca medievale è stato trasformato in chiesa. Accanto si trovano i resti dell’Agorà greca dove sorgevano due edifici pubblici, uno adibito ad assemblee pubbliche, l’altro, l’Heroon, era un sepolcro simbolico dell’eroe della città, al quale venivano presentate delle offerte. In epoca romana questa zona viene distrutta e sepolta, e sostituita da un quartiere abitativo. Di seguito si trova il Foro romano (in parte, a dire il vero, sepolto sotto la strada statale che lo taglia insieme all’anfiteatro) e attorno ad esso alcune botteghe, l’erario, il tempio Italico, il tempio dedicato agli dei Lari, un'esedra e il mercato. Vicino al tempio Italico si incontrano i resti del Santuario della Fortuna Virile in cui era posta una piscina, dove si immergevano le donne per auspicare un rapporto felice. Il Tempio di Nettuno, in realtà era dedicato a Zeus o ad Apollo, è l’edificio più imponente e meglio conservato. Risale alla metà del V secolo a.C., è in stile dorico e possiede un doppio colonnato interno che lo divide in tre navate. Di fianco si eleva la Basilica o Santuario di Hera del 530 a.C. circa, che rappresenta l’edificio più antico, con colonne dai capitelli particolari, decorati con foglie e palmette. La città era circondata da mura, da un fossato e un ponte di accesso.
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