CatonaIl torrente Catona, uno dei tanti che solcano le pendici alle spalle della città, dà il nome all’abitato a nord della fascia urbana di Reggio, raggiungibile dallo svincolo dell’autostrada A3, all’altezza di Gallico. Il luogo conserva siti ed emergenze storico-artistiche di buon valore e quindi da visitare, ma l’interesse principale consiste nel verificare l’evoluzione caotica di uno dei tanti agglomerati, causata dall’eccessiva espansione costiera del capoluogo calabrese. Il territorio attorno a Catona è intensamente coltivato a bergamotto, coltura autoctona che alimenta gli studi della Stazione Sperimentale di Reggio, mentre un’altra pianta, l’Annona, di origine tropicale, cresce tra gli appezzamenti agricoli del comprensorio. Il fiume Catona disegna una valle intensamente popolata sin dai tempi del Bellum Siculum (tra il 43 e il 36 a.C.) e una topografia tale da rendere il luogo una strategica postazione di controllo sul mare. I saraceni avrebbero attraversato Catona per riuscire a espugnare Reggio fortificata. A Catona si narra di un miracolo dovuto a S. Francesco da Paola, il quale nel 1464 avrebbe attraversato lo Stretto di Messina, partendo dalla spiaggia del paese, a bordo del suo mantello. L’amministrazione comunale ha voluto intitolare al Santo il monumento in via Marina, mentre è tuttora funzionante il convento francescano. Catona è dotata di numerosi locali notturni che animano la Via Marina e offre una notevole scelta di villaggi turistici e camping, anche per effetto dell’evento culturale di Catonateatro, che offre un bel cartellone di spettacoli estivi, polarizzatori di un notevole flusso di pubblico, non solo cittadino. |

