Vasto

Vasto

150 m - 35.100 ab.

www.comune.vasto.ch.it

Vasto si trova sopra un terrazzo a picco sull’Adriatico, lungo il tratto di costa umbro compreso tra punta della Penna e la foce del Trigno.

 

 

 

 

 

 

 

 

Si tramanda che la città sia stata fondata dagli Illiri, guidati da Diomede, che la battezzarono Histon (forse da Histone, monte di Corfù). Nel V secolo a.C., con i Frentani, la località prosperò grazie ai traffici marittimi e nel I secolo a.C. divenne municipio romano con il nome di Histonium. Seguirono secoli di declino e solo con i D’Avalos, signori spagnoli, Vasto riacquistò prestigio, tanto da venir soprannominata “l’Atene degli Abruzzi”.

Vasto ha dato i natali a illustri letterati: Lucio Valerio Pudente, incoronato in Campidoglio nel 106 d.C. dall’imperatore Traiano, e Gabriele Rossetti, il poeta del Risorgimento napoletano.

La Cattedrale di S. Giuseppe sorse nel ‘200 come Chiesa di S. Agostino. Di romanico conserva la facciata in pietra, dove tuttavia il portale (Ruggero de Fragenis, 1293), leggermente ogivale, rappresenta un esempio di transizione al gotico. L’interno neogotico conserva il trittico cinquecentesco della Madonna col Bambino e i Santi Caterina d'Alessandria e Nicola di Mira, proveniente dalla Cappella di Cona di Mare (non più esistente) e firmato da Michele Greco da Valona.

Ma l’edificio religioso più importante, per la sua antichità (fine XI secolo), è la Chiesa di S. Maria Maggiore, che conserva alcuni elementi originari: la lastra tombale del XII secolo e i resti del portico del XIII secolo (Piazza del Tomolo), la formella con l'Agnello dell'Apocalisse (Via Santa Maria), l'architrave con l'iscrizione del 1234 (Vico Pachia) e numerosi altri materiali lapidei erratici, presenti nel tessuto murario esterno. Il campanile è trecentesco. Entrando, colpisce la balaustra a valva che immette nella cripta; numerose le opere di pregio riconducibili alla scuola del Veronese e del Tiziano. La Chiesa di S. Maria Maggiore custodisce inoltre la reliquia della Sacra Spina, portata in processione il venerdì precedente la Domenica delle Palme.

Il gioiello architettonico di Vasto è Palazzo D’Avalos. Probabilmente la fabbrica originaria risale al ‘300 e venne ingrandita nel 1427 dall’allora signore della città, Giacomo Caldora. Incendiato dai turchi di Pialy Pascià (1566), il palazzo fu riedificato dai D’Avalos, che lo affidarono a Fra’ Valerio De Santis. Ai signori spagnoli si deve l’aggiunta del portico nel cortile (oggi in parte chiuso) e della terrazza a levante. All’interno fino a poco tempo fa si poteva ammirare un’alcova dove si dice il marchese Innico III esercitasse lo Jus primae noctis.

Al Castello Caldoresco sono legati i fatti d’arme più significativi avvenuti a Vasto; basti ricordare il memorabile assedio di tre mesi, sostenuto nel 1464 contro le forze regie di Ferdinando D'Aragona. Fatto erigere dal capitano di ventura Giacomo Caldora, fu poi più volte e pesantemente modificato, per essere adattato a tribunale, carcere, abitazione. Soltanto ultimamente si è intervenuti per liberarlo dalle sovrastrutture.

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