CasertaLa natura vulcanica del suolo di tutta la zona a nord di Napoli rese incredibilmente fertili le terre attorno all’attuale città di Caserta, che venne quindi battezzata ancora in epoca romana Campania Felix (ovvero ‘fortunata’) o anche Terra del Lavoro. A partire dall’epoca romana e per molti secoli, questa zona fu uno dei principali granai del meridione e evitò che insorgessero problemi per l’approvvigionamento delle derrate alimentari. La città vera e propria sorse in seguito alla costruzione della Reggia, per ospitare prima gli operai addetti alla costruzione e successivamente il personale addetto alla manutenzione e alla gestione dell'edificio e del suo grande, ma costosissimo parco (oltre 100 i soli giardinieri costantemente impegnati). Il nuovo agglomerato urbano prese il nome dall’antico e limitrofo borgo di Caserta che cambiò il nome in Casertavecchia. L’aspetto della città è estremamente moderno e non sempre esteticamente piacevole, dal momento che la maggior parte delle abitazioni è stata costruita nel secondo dopoguerra, seguendo un’attività edilizia non sempre regolamentata e di qualità.
Immediatamente ai lati del sovrano si trovano le statue del Merito e della Verità. La scala prosegue con due rampe parallele, che permettono di accedere al grande Vestibolo Superiore dall'elegante forma ottagonale, di fronte al quale si apre la Cappella Palatina, unica parte del palazzo scopertamente derivata da quella di Versailles, con la tipica pianta rettangolare coperta da volta a botte. Seguono gli appartamenti reali e, nell’ordine il Salone degli Alabardieri, il Salone delle Guardie e il Salone di Alessandro il Grande, che possiede preziose decorazioni ispirate a Ercole e ‘all’età degli eroi’ (una delle tre fasi della storia, secondo il filosofo napoletano Giambattista Vico). L’arredo di questo salone, tra il quale un grande orologio (1828) dall’originale quadrante a 24 ore, è in puro stile impero, mentre la finestra è posta in corrispondenza del balcone centrale della facciata, trasversalmente all’ampio vialone proveniente da sud. Proseguendo, si accede all’Appartamento Nuovo (1806-1844) composto dalle sale di Marte e di Astrea e dalla sala del Trono. Questa vasta sala fu realizzata da Gaetano Genovese ed è ricca di dorate decorazioni, tra cui spicca il fregio della trabeazione con quarantotto medaglioni raffiguranti i Re di Napoli. Il trono è sovrastato da un grande altorilievo in stucco dorato. Bella anche la camera da letto in stile impero di Gioacchino Murat, con letto in mogano e decorazioni in bronzo dorato. Il Parco fu anch’esso progettato da Vanvitelli che alternò lungo un immaginario asse centrale vasche, monumentali fontane e cascate. Le quattro grandi fontane dei Delfini, di Eolo, di Cerere, di Venere e Adone simboleggiano gli elementi della natura, mentre la statua di Diana e Atteone riprende il tema della morte. LA REGGIA DI CASERTALa grande attività costruttiva promossa da Carlo III di Borbone (famoso anche il Palazzo Reale di Portici) raggiunse l’apice per grandiosità e magnificenza con la realizzazione della Reggia di Caserta. Il palazzo è uno dei più vasti d’Europa, le sue grandi proporzioni e la sua monumentale bellezza ne fanno forse la più affascinante reggia presente in Italia, sicuramente il capolavoro del grande architetto Luigi Vanvitelli che vi lavorò dal 1752 al 1773. La costruzione fu dovuta da un lato alla volontà di Carlo di Borbone di emulare il fasto e la ricchezza della reggia francese di Versailles, dall’altra alla necessità di risultare meno vulnerabili ad eventuali tentativi di sbarco nemici nell’insicuro e poco difendibile porto di Napoli. Tutto il progetto è fondato sulla maestosa visione prospettica del palazzo che si ha dal viale d'accesso, proveniente da sud (Napoli). L’edificio è costruito in laterizi e travertino, con ricche decorazioni in marmo; ha pianta rettangolare (m 247 X 184) con quattro grandi cortili interni e comprende cinque piani per oltre 1.200 stanze. L’insieme è estremamente armonioso e valorizzato da un immenso parco ricco di fontane e cascate, che ne accentuano l’aspetto scenografico, evidenziando la forte volontà di emulazione della reggia di Versailles. Gli appartamenti reali al primo piano sono sostanzialmente integri e lasciano stupefatti per la magnificenza dell’arredo e delle decorazioni. Secondo molti, l’insieme degli appartamenti reali, dei loro arredi e dei loro ornamenti costituisce un vero e proprio punto di vista privilegiato del passaggio dal rococò al neoclassicismo. Lo Scalone d’Onore è abbellito dalla statua di Carlo di Borbone sul dorso di un leone, che rappresenta il potere e la maestà regia.
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