PorticiI portici costituiscono, insieme alle torri, una singolarità architettonica di Bologna, una scenografia di raffinata suggestione che si sviluppa in una lunga teoria di archi, in fughe prospettiche, in un gioco di ombre e di luci. Dalla legislazione comunale il portico fu sempre considerato uno spazio privato caratterizzato, tuttavia, dal diritto di pubblico passaggio; punteggiato di botteghe e di portoni è stato ed è il luogo in cui la gente si incontra e si racconta. L’aneddotica vede nel portico uno specchio del carattere bolognese, che è cordiale, simpatico e amante della discussione e del confronto, ma molto riservato relativamente al privato e alla famiglia, ecco perché "ci si incontra sotto i portici per far due chiacchiere, poi ognuno a casa sua". L’origine del portico è ancora dibattuta. Forse i portici sono l’evoluzione del piano superiore delle case sostenuto da sporgenze e da costruzioni a mensola (beccatelli) o forse la loro matrice va ricercata nel "grondatorium", una sorta di tettoia che serviva al displuvio. L’esigenza di nuovi spazi abitabili impose, nell’età comunale, un’ulteriore incentivazione della casa porticata, tanto che, nel 1289, fu emesso un bando che imponeva la costruzione di portici in quei luoghi della città che ne erano privi. Nel Medioevo e fino al tardo Rinascimento i portici erano caratterizzati da colonne e sostegni di legno, poi, per evidenti ragioni di stabilità, il Comune cominciò a decretare la costruzione di strutture di pietra. Oggi i portici bolognesi sono quasi tutti in mattoni o in pietra eccetto alcuni, tra cui spicca quello di Casa Isolani in Strada Maggiore. Nel 1989 fu effettuata la misurazione della zona porticata della città; ebbene, risultò che Bologna con i suoi quasi 38 chilometri di loggiati era la città più porticata del mondo. In teoria dalla Chiesa degli Alemanni, fuori porta Maggiore, si può raggiungere, sempre camminando sotto i portici, il Santuario della Madonna di San Luca con una passeggiata di otto chilometri. Il portico corre accanto a famosi conventi, a celebri chiese, a palazzi signorili, ma anche alle botteghe degli artigiani e dei commercianti e alle case della gente comune. Il portico lega tutto assieme, quasi fosse un nastro lungo il quale si svolge la vita quotidiana.
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