Parco Nazionale d’Abruzzo


Il parco ha origine da una riserva di caccia reale e viene creato nel corso degli anni 1921-2. Attualmente occupa un territorio di 50.288 ettari, nel cuore dell’Appennino Centrale, a cavallo di tre regioni: Abruzzo, Molise e Lazio. È preso a modello in Italia e nel mondo per la sua politica di difesa ambientale, che ha evitato l’estinzione di specie un tempo diffuse in tutto l’Appennino: l’orso marsicano, il lupo appenninico e il camoscio d’Abruzzo.
La ricca flora del parco annovera specie endemiche, esclusive del luogo, quali il cosiddetto giaggiolo del parco o il pino nero. Tuttavia ciò che caratterizza maggiormente l’area è la presenza di faggete, le foreste di faggi che ricoprono quasi il 60% della superficie; dai rami dei faggi pende un lichene tipico della zona appenninica, comunemente chiamato barba di bosco. Altre specie arboree del parco sono la betulla, l’acero, il carpino bianco, il frassino, il pioppo nero e il pioppo bianco, il castagno. Tra questi si trovano esemplari secolari strettamente protetti, come il colossale acero montano di Monte Tranquillo. Dei numerosi fiori del parco il più famoso è la scarpetta di venere, un’orchidea gialla e nera anch’essa protetta.
I maggiori rappresentanti della fauna, in alcuni casi presenti solo in quest’area, salvati da una sicura estinzione soprattutto a causa del bracconaggio, sono il bellissimo camoscio d’Abruzzo, l’orso bruno marsicano, una sottospecie dell’orso bruno europeo particolarmente docile, il lupo appenninico e la lince. Questi animali difficilmente possono essere scorti dal visitatore, che più facilmente s’imbatterà in cervi, caprioli, volpi, lepri, talpe, ricci, donnole, ghiri e scoiattoli. Più sporadici invece gli avvistamenti di lontre, martore, faine, tassi e puzzole. Delle oltre 200 specie di uccelli si ricordano l’aquila reale, l’astore, la poiana, il gufo reale e l’allocco.

www.parcoabruzzo.it

 
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